Non ‘un’altra trovata’. La logistica inversa è qualcosa di molto semplice. Ne parliamo?
La logistica inversa spiegata
La logistica inversa è l’insieme dei processi che gestiscono il flusso di beni che tornano indietro nella catena di approvvigionamento, con lo spostamento di prodotti dal consumatore finale al rivenditore o al produttore. Le cause sono diverse, dai resi dei clienti al recupero di imballaggi e pallet, fino allo smaltimento e riciclo di materiali a fine vita o alla rigenerazione di dispositivi elettronici. Quello dei resi è di certo il processo più comune nella logistica inversa, infatti nell’e-commerce, secondo una stima Invesp, circa il 30% degli ordini online viene restituito.
Dove va un reso?
Per chi si stesse chiedendo quale è la destinazione finale di una merce resa… Dopo aver individuato il motivo del reso ed essersi accertati che la merce non sia rovinata si aprono diverse strade: con il restock la merce torna a magazzino di nuovo disponibile per un acquisto; se occorre una riparazione si procede per poi rivendere la merce; il riciclo è lo smantellamento per recuperare materie prime; con la liquidazione la merce viene venduta a stockisti terzi.
Fondamentale, ma con dei rischi
La logistica inversa presenta complessità non da poco. I costi di trasporto sono spesso alti e spedire un singolo pacco indietro costa proporzionalmente più che inviarne mille in avanti. Motivo per cui molti brand hanno tolto la possibilità dei resi gratuiti per i loro clienti. Di contro, il 92% dei consumatori acquisterebbe di nuovo da un brand se il processo di reso fosse facile. Una politica di reso trasparente e rapida fidelizza e invoglia all’acquisto.
Un altro problema è la tracciabilità perché si deve monitorare un flusso frammentato che richiede WMS avanzati. Fondamentale, come sempre, affidarsi a un partner logistico al passo con i tempi e che sappia trasformare un potenziale costo in vantaggio competitivo.


