Carnevale è quel momento dell’anno in cui le nostre cucine si trasformano in laboratori di frittura. Che siano chiacchiere croccanti o castagnole morbide, c’è un elemento che determina il successo (o il disastro) del tuo fritto: l’olio.
Quale prendo dallo scaffale? Una guida veloce e affidabile per muoversi al meglio tra corsie del supermercato ed etichette.

Olio di arachide, giù la maschera

È lui l’olio migliore per friggere i dolci di carnevale. L’olio di semi di arachide è senza dubbio la scelta d’eccellenza: si estrae dai semi dell’omonima pianta (Arachys hypogea L.) tramite pressione o solventi chimici; l’olio ha un colore giallo e il sapore, piuttosto gradevole, richiama quello delle arachidi tostate. A differenza dell’olio d’oliva, non copre l’aroma di vaniglia o scorza d’arancia del tuo impasto lasciandolo neutro.
L’olio di semi di arachide ha un punto di fumo elevato dato che resiste fino a circa 230°C, il che lo rende stabilissimo durante le lunghe sessioni di frittura.
Il risultato è un fritto asciutto, croccante e leggero. Nessun timore per la digestione

Olio di oliva sì o no?

È molto resistente al calore grazie agli antiossidanti, ma attenzione: l’olio di oliva ha un sapore deciso che potrebbe coprire il gusto delle frittelle dolci, specie se sottili. Meglio usarlo per fritture rustiche o salate, sempre con un occhio al costo: friggere in immersione richiede grandi quantità e così l’olio di oliva diventa un investimento notevole.

Meglio evitare

Il normale olio di girasole ha un punto di fumo piuttosto basso (circa 170°C). Per friggere bene i dolci serve stare tra i 175°C e i 180°C, quindi questo olio è sconsigliato perché rischia di degradarsi velocemente, producendo sostanze tossiche e cattivi odori. Una buona alternativa è invece l’olio di semi di girasole alto oleico: è trattato per resistere alle alte temperature ed è perfetto.
Per quanto riguarda olio di mais e olio di soia, sono ricchi di grassi polinsaturi che si ossidano facilmente con il calore e che potrebbero alterare il sapore delle frittelle e renderle meno digeribili.