Sembra facile, proprio come “bere un bicchier d’acqua” eppure, per la GDO, l’acqua minerale rappresenta una delle sfide logistiche più complesse e meno redditizie in termini di margini diretti. Ma perché?
Pesa, ma poca resa
L’acqua è un prodotto pesante, voluminoso, con un costo di trasporto rilevante, nonostante abbia un prezzo al pubblico ovviamente basso. Ma muovere un pallet di acqua minerale costa quasi quanto muoverne uno di vino pregiato.
Le aziende con fonti vicine ai mercati di consumo o che ottimizzano la logistica con treni, ad esempio, hanno un vantaggio competitivo. La sfida per tutti è ottimizzare i carichi e ridurre al minimo i chilometri percorsi. La logistica sostenibile è sempre più richiesta dalla GDO per ridurre anche i costi ambientali, pensiamo alle bottiglie in R-PET (plastica riciclata).
Che caldo, che sete
Dobbiamo tutti bere di più, si sa, ma anche l’acqua ha i suoi picchi stagionali: la domanda di acqua non è costante per una ragione ovvia: durante le ondate di calore estive, i volumi richiesti possono raddoppiare in pochi giorni. In alcuni periodi si consuma meno acqua, in altri se ne consuma di più. Le centrali d’acquisto della GDO devono coordinarsi con le fonti e far sì che gli scaffali siano sempre forniti anche con la sete dei consumatori al massimo, gestendo lo stress dei magazzini automatizzati che devono processare pesi enormi in tempi record.
La logistica dell’acqua nella GDO è un settore che sta affrontando una trasformazione calzante. La sfida del futuro non sarà solo consegnare in tempo, ma farlo in modo che il costo ambientale e logistico non superi il valore della risorsa stessa.
Vi sembra ancora così facile?


