L’autunno è il periodo in cui la logistica si gioca l’intero anno fiscale: tra Black Friday, Cyber Monday e festività natalizie, la supply chain viene messa sotto una pressione straordinaria. Oggi ne parliamo con un esperto del settore per capire come prepararsi al meglio. Benvenuto Loris Bisaro.

Settembre e ottobre sono i mesi in cui si decide il successo di fine anno. Quali sono i primi segnali d’allarme per un’azienda che non si sta preparando per tempo ai picchi autunnali?

I segnali di pericolo si vedono molto prima che le merci inizino ad accumularsi nei magazzini. Il primissimo campanello d’allarme è la mancanza di un forecast condiviso tra il reparto Marketing/Sales e la Logistica.
Un altro segnale critico è la gestione della forza lavoro: se a ottobre non si è già definito il piano di staffing straordinario o l’accordo con le agenzie interinali per i picchi di packing e spedizione, si rischia di non trovare personale qualificato a novembre.
Infine, c’è il fattore scorte e fornitori: se la merce ad alto rotante non è già arrivata nei magazzini principali o se i vettori non hanno ancora garantito i cut-off di ritiro, l’azienda rischia il blocco operativo al primo vero picco di ordini.

Dal punto di vista operativo, quali sono i colli di bottiglia più frequenti che si verificano tra magazzino e trasporti durante il Q4?

Sul fronte dei trasporti, la criticità sta nella capacità dei vettori express, mentre nel magazzino il collo di bottiglia principale è quasi sempre la fase di picking e packing. Quando i volumi triplicano in 24 ore, l’area di confezionamento si satura rapidamente e gli spazi fisici diventano insufficienti.

Negli ultimi anni abbiamo visto una forte spinta verso l’automazione e l’intelligenza artificiale. Quanto contano oggi per gestire la stagionalità logistica?

Contano moltissimo, ma non sono una bacchetta magica da attivare a novembre. L’IA e gli algoritmi di predictive analytics oggi permettono di posizionare le merci negli scaffali giusti prima ancora che arrivi l’ordine, basandosi sugli storici di vendita e sui comportamenti degli utenti.
L’automazione fisica riduce i tempi di spostamento interno, lasciando alle persone le attività a maggior valore aggiunto o di controllo qualità.

Se dovesse dare un solo consiglio a un’azienda e-commerce o manifatturiera per affrontare i prossimi tre mesi senza stress logistico, quale sarebbe?

L’autunno per la logistica è un po’ come la preparazione al Campionato per un atleta: quello che non hai pianificato prima, lo paghi a caro prezzo in corsa. Il mio consiglio fondamentale è perciò uno solo: semplificare e blindare i processi prima del picco. Durante il picco di vendite non c’è tempo per gestire l’eccezione o per risolvere inefficienze storiche. Semplificare significa ridurre le varianti di packaging, standardizzare le procedure di confezionamento, limitare le opzioni di spedizioni speciali che rallentano la linea e, soprattutto, testare l’intera catena con simulazioni di carico a inizio ottobre.

In conclusione, qual è la lezione più grande che la logistica moderna ha imparato dalle recenti crisi globali delle catene di fornitura?

Abbiamo imparato che la resilienza batte la purezza dell’ottimizzazione. Prima si cercava il ust-in-time estremo per ridurre al minimo i costi di magazzino. Oggi sappiamo che per superare il Q4 serve un giusto mix di flessibilità, ridondanza dei fornitori e partnership consolidate con i trasportatori. La logistica non è più un costo da tagliare, ma un fattore chiave di competizione e di fidelizzazione del cliente.