L’estate – specialmente agosto – rappresenta per la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) il periodo di massima pressione operativa. La combinazione tra lo spostamento turistico verso le località balneari e montane e la necessità di garantire la continuità della catena del freddo impone una riorganizzazione profonda sia dell’offerta sui banchi sia dei flussi distributivi.
Piccole spese, spese frequenti
Ogni anno i dati evidenziano come la spesa complessiva nella GDO italiana mantenga una tendenza positiva, con il largo consumo confezionato (LCC) crescente su base annua. Durante la stagione estiva, la frequenza di spesa dei consumatori aumenta, trainata da carrelli più leggeri ma più frequenti.
Ovviamente è forte l’aumento di consumi di ortofrutta, bevande fredde, gelati e prodotti ready-to-eat. Questo spostamento modifica la geografia delle vendite: i punti vendita delle città d’arte e delle aree metropolitane registrano contrazioni di volume, mentre le filiali delle regioni a vocazione turistica vedono impennate dei consumi, premiando in particolare i discount e superstore.
Che freddo d’estate… Di notte.
Ci avete mai pensato? I costi energetici d’estate sono extra. La gestione della catena del freddo per prodotti freschi e surgelati incide mediamente per il 15-20% dei costi logistici totali, a causa del maggiore consumo di energia richiesto ai mezzi refrigerati e ai depositi per contrastare le alte temperature esterne.
Tutto questo perlopiù di notte. Gli slot di scarico compresi tra le 22:00 e le 07:00 rispondono a precise esigenze operative e ambientali: il rifornimento notturno assicura che gli scaffali siano completamente allestiti e riassortiti all’apertura del negozio; molte località balneari o montane attivano ZTL estive, isole pedonali diurne o limitazioni alla circolazione dei mezzi pesanti di notte; le consegne notturne riducono i tempi di esposizione del carico all’aria calda; l’assenza di traffico extraurbano ed urbano consente ai vettori di rispettare gli slot orari con precisione.


