Sempre più AI nel settore farmaceutico. Guardiamo all’aumento del numero di domande di brevetto correlate alla AI, +5% nel primo quadrimestre 2024 rispetto al 2023, e agli investimenti dal farmaceutico verso l’AI (i dati).
Se è chiaro lo strumento resta ancora da definire completamente come usarlo e chi sarà ad usarlo, ovvero applicazioni e competenze.

AI e pharma, le applicazioni

Durante la scoperta e lo sviluppo di un nuovo farmaco – drug discovery and development – la AI è già fondamentale: è possibile analizzare in rapidi l’enorme quantità di informazioni e dati contenuti nella letteratura scientifica, nei report interni aziendali e in altri database pubblici o privati. Ciò vale anche per lo sviluppo di dispositivi medici.
Anche nella fase di testing l’AI si rivela ottimale. I vantaggi, abbastanza intuitivi, prevedono inoltre l’abbattimento dei costi e dei tempi di ricerca e sviluppo, costi che per le aziende sono altissimi.
Per la parte di produzione, tra le altre cose, nei laboratori del controllo qualità gli algoritmi facilitano il monitoraggio del funzionamento degli impianti e della qualità dei prodotti con ispezioni visuali e processi analitici automatizzati da parte.
Rimane ancora aperto il tema delle competenze.

AI e competenze, nuove prospettive

È in forte la ricerca di posizioni legate all’utilizzo degli algoritmi IA, soprattutto specialisti in informatica e matematica. La mancanza di competenze adeguate è tra le maggiori sfide dell’AI nel farmaceutico. Secondo un’indagine il settore farmaceutico è tra quelli sui quali l’AI sta impattando di più. Mancano anche le strategie però, le aziende devono accelerare sulla formazione con investimenti mirati e con la promozione di una cultura aziendale orientata allo sviluppo continuo delle competenze. Da un lato gli imprenditori sono coscienti dei cambiamenti già in corso e del panorama futuro, da un lato sono ancora mancanti per quel che riguarda una strategia aziendale al riguardo.
La AI può in ogni caso essere un grande supporto per le aziende del farmaceutico anche per rendere l’ambiente di lavoro più stimolante, aperto e rivolto al futuro, oltre che per migliorare i risultati. Sarà questa la vera rivoluzione?